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Origini, finalità e progetti

La Fondazione Sofia Ravasi fu costituita nel 1986 dall’editore Livio Garzanti in ricordo della madre per venire incontro ai bisogni delle persone ammalate residenti a Milano, per promuovere iniziative atte a sensibilizzare la società ai problemi dei bisognosi e dei malati, e per sollecitarla alla solidarietà nei loro confronti. Garzanti è stato il primo presidente, coadiuvato nel consiglio di amministrazione dalla scrittrice Gina Lagorio e da Eduardo Garzanti. 

In seguito, grazie all’impegno di Simonetta Lagorio, figlia di Gina, e a quello di quanti si sono avvicendati nell’amministrazione (Alessandro Bellavite Pellegrini, Roberto Caja, Mario Cera, Michele Gallucci, Roberta Garbagnati, e Silvio Riolfo Marengo), la Fondazione ha identificato nei malati terminali, negli extracomunitari bisognosi di assistenza sanitaria e legale, nelle giovani donne vittime di sfruttamento, e nei familiari di ammalati cronici a domicilio, i principali soggetti su cui intervenire attraverso l’azione di associazioni attive sul territorio di Milano: Vidas, Naga, Casa di Orientamento Femminile, e Seneca. Nello stesso tempo, ha continuato a mettere a disposizione aiuti individuali e ha sostenuto enti di assistenza e di studio coerenti con la propria vocazione. Fra questi, Casamica, Consulta di Bioetica, I Care Ancora Onlus, Libera, e SIMPA Scuola italiana di medicina e cure palliative. La Fondazione è Onlus dal 1998.

Nel 2006, Garzanti ha chiesto alla Fondazione un impegno più deciso a favore degli anziani colpiti da deterioramento cognitivo. Giudicava questa patologia cronica meritevole dell’intervento della Fondazione, perchè essa è in aumento in seguito all’invecchiamento della popolazione e perciò tale da far risultare sempre più drammatico il bisogno di assistenza delle famiglie indigenti. 

La Fondazione ha risposto dando vita al Progetto Alzheimer, col quale si contribuisce all’assistenza domiciliare continuativa dei pazienti con demenza grave, e si promuovono la qualificazione professionale e l’inserimento sociale dei badanti. Il progetto, messo a punto dal neurologo Orso Bugiani insieme ai geriatri Riccardo Castoldi, Antonio Guaita, Cinzia Negri Chinaglia e Pietro Scalisi, è il solo che la Fondazione gestisce in proprio, volendo far convergere su di esso gran parte delle sue risorse.






















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